La sostenibilità fa ancora fatica a entrare nelle nostre case. O meglio: nelle nostre cucine. È proprio lì, però, che passa una parte decisiva della sfida ambientale e sociale che abbiamo davanti. Ed è da qui che parte AltroMangiare, il capitolo di Impegnati a cambiare che invita a ripensare il nostro rapporto con il cibo, dal momento in cui lo acquistiamo fino a quando arriva nel piatto – o, troppo spesso, nel bidone dell’umido. Una buona notizia, intanto, c’è. Secondo l’ultimo Rapporto 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International di Last Minute Market, in Italia lo spreco alimentare è diminuito del 10% rispetto al 2025: oggi ogni persona butta via circa 29 chili di cibo all’anno, quasi 3 chili in meno rispetto all’anno precedente.
I numeri restano alti, ma dopo anni di crescita costante raccontano una cosa importante: invertire la rotta è possibile anche senza grosse rivoluzioni, ma partendo dalle scelte quotidiane. Piccoli accorgimenti che partono dalla spesa e arrivano ai fornelli, esattamente il terreno di AltroMangiare, che promuove un consumo più consapevole, informato e responsabile. È un cambiamento necessario: per ragioni economiche, perché sprecare meno significa risparmiare; per ragioni ambientali, perché meno sprechi vogliono dire meno inquinamento; ma anche per ragioni etiche, in un mondo in cui per milioni di persone il cibo resta ancora un lusso. Una necessità di cambiamento celebrata anche dalla giornata nazionale della prevenzione dello spreco alimentare che cade proprio oggi, 5 febbraio.
Fa’ la cosa giusta per combattere lo spreco alimentare
La preoccupazione per la salute del Pianeta, minacciata dal cambiamento climatico, e per il portafoglio, messo alla prova dall’inflazione, dovrebbe spingerci a essere più attenti e oculati. A evitare ogni spreco inutile. Eppure, quando si parla di cibo, correggere il tiro è difficile. Lo spreco alimentare, infatti, oltre a tutto quello che finisce nella spazzatura, è anche l’inquinamento che produce: secondo le stime dell’Osservatorio Waste Watcher International parliamo di milioni di tonnellate di CO₂ all’anno.
E il problema è globale. Il Food Waste Report 2024 dell’Unep, che misura lo spreco nell’ultima fase della filiera – vendita, ristorazione e consumo domestico – stima che a livello globale finiscano nella spazzatura un miliardo di pasti al giorno, pari a 1,05 miliardi di tonnellate di cibo all’anno. Dove si spreca di più? Verrebbe subito da pensare ai ristoranti o i negozi, ma in realtà lo spreco parte soprattutto dalle nostre case: oltre il 60% degli sprechi avviene tra le mura domestiche. In altre parole, siamo noi consumatori i principali responsabili.
Spese eccessive o sbagliate, frigoriferi mal organizzati, errori nella conservazione, date di scadenza ignorate o fraintese, poca voglia di riutilizzare scarti e avanzi: lo spreco nasce spesso da gesti automatici. Ed è proprio su questi comportamenti quotidiani che AltroMangiare invita a intervenire. Impegnarsi a cambiare vuol dire modificare il modo di pensare, organizzare e gestire il cibo che entra in casa. Con un minimo di pianificazione, attenzione, buon senso e creatività, il bidone dell’umido può davvero restare quasi vuoto. A vantaggio del Pianeta e del budget familiare.
Ed è per queste ragioni che, oltre a tutta una serie di informazioni utili che riepiloghiamo in questo articolo, il tema dello spreco alimentare sarà uno dei pilastri portanti su cui si fonderà la presenza di Impegnati a Cambiare a Fa' la cosa giusta 2026, la principale fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, in programma a Milano Rho Fiera dal 13 al 15 marzo 2026. Impegnati a Cambiare si impegnerà a sfatare tutta una serie di tabù, anche sul tema dello spreco alimentare, che partono dal presupposto “se non l’ho mangiato, non è buono”. Ma a volte, basterebbe una maggiore consapevolezza su come leggere le etichette e conservare correttamente gli alimenti per abbattere una parte di questo spreco. O giocare con la fantasia per utilizzare i prodotti anche in una chiave meno abitudinaria, grazie a una serie di ricette antispreco.
Prima di fare la spesa
Mai entrare al supermercato senza avere le idee chiare, cioè improvvisando sul momento che cosa buttare nel carrello. Ci vuole un minimo di preparazione e programmazione, che magari all’inizio prenderà un po’ di tempo, ma che poi diventerà un’abitudine fondamentale in chiave antispreco. Ecco le dritte.
- Pianifica i pasti che preparerai a casa, creando una sorta di menu settimanale: ti aiuterà ad acquistare solo gli alimenti che ti servono, nelle giuste quantità.
- Fai un check del frigorifero e della dispensa per controllare quali cibi hai già e quali, invece, ti servono veramente. In questo modo, eviterai inutili doppioni e potrai dare anche un’occhiata alle date di scadenza per identificare i cibi che vanno consumati prima.
- Prepara una lista della spesa dettagliata da portare al supermercato.
Al supermercato
Calma e autocontrollo: il supermercato è il tempio delle tentazioni, ma qui è fondamentale non vanificare la programmazione studiata a casa, concedendosi deroghe e lasciandosi calamitare dalla merce in bella mostra. Occhio ai pericoli da evitare.
- Rispetta la lista, facendo la spesa con la testa e non con la pancia o con gli occhi.
- Non farti abbindolare da sconti e “imperdibili offerte”: rischiano di spingerti a fare scorta di cibo superfluo che non consumerai, o di cucinare porzioni sovradimensionate rispetto alle reali esigenze della tua famiglia.
- Non esagerare con la frutta e verdura, i cibi freschi più sprecati in assoluto insieme al pane: meglio acquistarle in porzioni ridotte, con piccole spese frequenti, evitando di “fare scorta” perché “non si sa mai”.
A casa
Sistemare bene la spesa è quasi un’arte che permette di risparmiare spazio e di riservare la giusta collocazione ai nuovi acquisti rispetto ai cibi già presenti. Un passaggio fondamentale per non ritrovarsi con cibo scaduto, deteriorato o andato a male, che andrà a riempire il bidone dell’umido.
- Sistema i cibi appena acquistati in modo razionale secondo il metodo “First-In-First-out”, cioè “primo dentro primo fuori”, un modo intelligente di sistemare la spesa in frigorifero e in dispensa, riponendo i nuovi cibi dietro o sotto quelli già presenti (la cui scadenza con tutta probabilità è anteriore) e portando in pole position quelli più vecchi.
- Conserva correttamente gli alimenti in frigorifero. Per mantenere quelli freschi il più a lungo possibile, scegli il ripiano giusto per ogni tipologia e imposta correttamente la temperatura (+4°C). Evita di riempire ogni angolo del frigorifero: per garantire la conservazione ottimale, l’aria fredda deve poter circolare liberamente.
- Congela il cibo fresco che hai acquistato in eccesso. Non solo carne o pesce, ma anche la verdura cruda e la frutta, lavata e tagliata a pezzi (una volta scongelata non avrà la consistenza originaria, ma potrai usarla per frullati, marmellate o nello yogurt). Ricordati di annotare sempre sul sacchetto o sul contenitore, chiusi ermeticamente, sia il contenuto sia la data.
Ai fornelli
Avanzi di cibo cucinato per sfamare un esercito e scarti a volontà prodotti durante la preparazione delle pietanze: queste due voci aumentano non poco l’entità dello spreco alimentare. Razionalità (dosando le porzioni) e creatività (riutilizzando avanzi e scarti) possono fare miracoli in un’ottica antispreco.
- Cucina le giuste porzioni di cibo, da calibrare in base a quanto verrà consumato, senza riempire eccessivamente il piatto (gli avanzi nel piatto di solito prendono la via della spazzatura).
- Usa la fantasia e la creatività per utilizzare ciò che di solito scarti (bucce, gambi, foglie ecc.), e per riutilizzare gli avanzi, evitando che si trasformino in spreco. Sei a corto di idee? Qui puoi trovare tante ricette in chiave antispreco.
- Tieni presente che anche gli alimenti scongelati e poi cotti possono essere ricongelati, contrariamente a quanto si crede. Anche in questo caso, riporre i cibi avanzati negli appositi contenitori o sacchetti ben sigillati, con tanto di data.
Se hai un animale
Il cane inappetente, la scatoletta troppo grande, la ciotola riempita in eccesso, il micio che ha cambiato i suoi gusti e non ne vuole più sapere di quella pappa o di quei croccantini. Che finiscono nel bidone dell’umido! La quantità di cibo destinato gli animali domestici che viene sprecata non è indifferente, visto che oltre il 30% degli italiani ospita uno o più amici pelosi. Oltre a valutare bene la corretta quantità di cibo da dare all’animale e a conservarlo in modo corretto, ecco qualche piccolo trucco antispreco per i “padroni”.
- Stabilisci insieme al veterinario la giusta razione di cibo (secco e umido) in base al peso dell’animale, evitando di riempire la ciotola fino all’orlo.
- Se l’animale non vuole più mangiare una pappa, prova a modificarla aggiungendo un po’ di acqua calda, oppure qualche croccantino se è umida o viceversa.Se vuoi sperimentare una nuova pappa, chiedi se è disponibile nel formato-prova, più piccolo.
- Se l’animale non gradisce un nuovo alimento di cui hai fatto scorta, puoi donarlo a un’associazione che raccoglie questo tipo di cibo per distribuirlo a chi ne ha bisogno.
- Se l'alimento è vicino alla data scadenza, tieni conto che nel pet food è da intendersi come “da consumarsi preferibilmente entro il”: scegliere un alimento vicino a quella data diminuisce lo spreco alimentare e spesso fa risparmiare.